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Notizie storiche
Nel 1929 i matematici Gian Antonio Maggi, Oscar Chisini e Giulio
Vivanti fondarono l' Istituto di Matematica
dell'Università di Milano. Lo stesso Chisini ne fu direttore
dai primi anni Trenta fino al 1959.
Nel 1952, per onorare la memoria del grande maestro, scomparso
pochi anni prima, Chisini, che di Enriques fu allievo, propose di
intitolargli l'Istituto. La proposta incontrò il favore di
molti colleghi, e in particolare di Giovanni Ricci, che per due
anni era stato assistente di Enriques a Roma. Durante la cerimonia
egli tenne un discorso illustrativo sulla figura di Enriques,
pubblicato l'anno stesso sul Periodico di Matematiche. La
famiglia Enriques donò all'Istituto un busto del Maestro,
attualmente esposto nella Sala di Rappresentanza.
Nel 1982, in seguito all'istituzione del Dipartimento di
Matematica è stata conservata l'antica intitolazione a
Federigo Enriques.
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Un profilo di Federigo
Enriques
Non è facile riassumere in poche parole l'importanza della
figura scientifica di Federigo Enriques (1871-1946).
Personalità ricca e versatile, lo si ricorda per i
fondamentali contributi che diede nel campo della geometria
algebrica, e in particolare alla teoria delle superfici algebriche.
La loro classificazione, che Enriques elaborò insieme a
Guido Castelnuovo (1865-1952), costituisce il contributo principale
dato dal nostro paese allo sviluppo della geometria algebrica e ha
dato ad Enriques una posizione di assoluto rilievo nella storia
della matematica del Novecento.
Ma di Enriques bisogna anche ricordare gli importanti contributi
alla filosofia, alla storia della matematica e del pensiero
scientifico, allo sviluppo delle cosidette matematiche elementari
ed il suo forte impegno nell'ambito dell'insegnamento della
matematica.
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Laureatosi alla Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1891,
iniziò la sua fruttuosa collaborazione con Castelnuovo
l'anno successivo. Nel 1894 ottenne l'incarico di geometria
proiettiva e descrittiva all'Università di Bologna, dove
insegnerà, anche come titolare della stessa cattedra, sino
al suo trasferimento all'Università di Roma nel 1922.
Nel 1938, in seguito all'introduzione delle leggi razziali,
verrà espulso dall'Universita'. Proseguirà tuttavia
la sua opera, pubblicando diversi risultati e lavori sotto
pseudonimo e sotto il nome di alcuni suoi fedeli allievi.
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